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Il Castagno, Notizie, Curiosità e Rimedi

Antonietta 28/10/2012

E’ una pianta endemica della fascia mediterranea,  alta fino a 30 metri,  conosciuta e apprezzata fin dall’antichità; se ne hanno notizie già da Omero nelle sue opere; così come da Galeno, Marziale, Virgilio e Plinio che ci racconta come le castagne fossero tostate e macinate per essere usate come farina per il pane del quale si cibavano le sacerdotesse del culto della dea Cibele (dea della terra).

Più tardi  ritroviamo il castagno  nelle novelle del “Decameron”  di Giovanni Boccaccio.

Il castagno con i suoi frutti, costituiva una delle  fonti di nutrimento necessaria al popolo durante i mesi invernali.

Necessità che si conservò fino al Rinascimento, quando ci fu l’arrivo della patata sulle tavole  e negli orti dei contadini. Bisognerà aspettare la fine del ‘700 per il suo ritorno in cucina e in erboristeria.

Ci sono stati tanti scrittori e poeti che  sono rimasti incantati dalla grandiosità di questo albero maestoso tanto da averne lasciato traccia nei loro scritti, come ne “Le confessioni di un Italiano” di Ippolito Nievo o nell’ode “Piemonte” di Giosuè Carducci.

Come non ricordare “Il castagno dei cento cavalli”  uno dei più grandi alberi d’ Europa e forse del mondo, che si può ammirare a Sant’Alfio, un paesino ai piedi dell’Etna. La leggenda racconta che la regina Giovanna d’Aragona in viaggio attraverso la Sicilia, si riparò da un temporale sotto le fronde del castagno, con tutti i suoi cento cavalieri al seguito.

Del castagno si usano il terriccio, il legno, la corteccia dei rami giovani e delle radici, le foglie, le bucce e i frutti.

  • Il terriccio di castagno è prelevato nella cavità alla base del tronco, quando questo viene tagliato per essere utilizzato in falegnameria; questo terriccio è adatto per essere utilizzato nei rinvasi di piante acidofile come le Gardenie o le Azalee.
  • Il legno viene usato per costruire mobili pregiati; essendo un legno semiduro, è adatto alle lavorazioni di ebanisteria e manufatti;dato la sua alta resistenza all’umidità, si presta bene ad essere utilizzato in opere strutturali; gli scarti di lavorazione vengono impiegati per produrre calore, il castagno infatti brucia “senza fiamma” cioè lentamente, è quindi adattissimo ad alimentare camini e stufe a legna.
  • La corteccia essiccata dei rami giovani e delle radici, raccolta nei mesi invernali, si utilizza in erboristeria per il contenuto di tannino; viene impiegata per la preparazione di decotti come sedativo della tosse e astringente nella diarrea, anche infantile.
  • Le foglie si raccolgono in primavera e vengono utilizzate essiccate per il loro contenuto di tannino, anche se in quantità minore rispetto alla corteccia, per curare tosse e infiammazione della bocca e della gola.
  • Le bucce sono adatte ad essere utilizzate per la preparazione di riflessante naturale per capelli chiari.
  • I frutti sono utilizzati da secoli per il loro alto valore nutritivo; le castagne, con il loro contenuto in zuccheri, glucidi, protidi, vitamine, sali minerali, hanno nutrito e sfamato per secoli generazioni di contadini e montanari.

 Avvertenze!

  • Alle persone che soffrono di diabete o malattie al fegato, si raccomanda di evitare il consumo delle castagne.
  • Si raccomanda di non cuocere le castagne in recipienti di ferro dato l’alto contenuto di tannino.

Attenzione!

  • Se non espressamente indicato, gli ingredienti devono intendersi freschi.
  • E’ possibile sostituire gli ingredienti freschi con quelli essiccati diminuendone le quantità.
  • In questo articolo trovate tutte le informazioni necessarie per un corretto uso degli ingredienti, eventuali controindicazioni, modalità di utilizzo e posologia.

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