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Festa della Donna

Antonietta 08/03/2013

Veramente non sarebbe una festa ma una celebrazione e come succede quando passano molti anni, la memoria sbiadisce e si finisce per festeggiare avvenimenti dei quali non si conosce o non si ricorda il significato. Per quei pochi che, per motivi diversi, non hanno memoria di ciò che è successo, racconterò gli avvenimenti per sommi capi.
Tutto ebbe inizio nel 1907, quando a Stoccarda, durante un Congresso dell’Internazionale Socialista, discutendo sulla rivendicazione del diritto di voto alle donne, si approvò una risoluzione che raccomandava di favorire in ogni modo il suffragio alle donne, evitando però alleanze con le femministe borghesi, riferendosi alle socialiste d’oltre oceano che, per inciso, chiedevano la stessa opportunità.
Nello stesso mese, nacque una rivista dedicata alle donne socialiste, Die Gleichheit, l’uguaglianza e un Ufficio Internazionale di Informazione per le Donne, ad opera di Clara Zetkin.
Il 3 Maggio dell’anno dopo, in America, l’attivista socialista Corinne Brown, insofferente ai diktat dei fratelli europei, riunì tutte le donne in una conferenza che fu chiamata Woman’s Day, il giorno della donna, durante il quale furono affrontate le discriminazioni che subivano le donne in vari campi e i diritti negati, come il diritto di voto. Da questa grande mobilitazione di cittadine socialiste americane, nacque la prima giornata della donna che, per volontà del partito socialista, si celebrò il 28 febbraio 1909.
L’anno dopo, durante la Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste di Copenaghen, fu proposta dalle convenute americane, l’istituzione della Giornata Internazionale della Donna per la rivendicazione dei diritti delle donne, come risulta da un articolo del giornale Die Gleichheit diretto da Clara Zetkin.

Dall’ultima domenica di Febbraio in America, al 19 Marzo in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera, al 18 Marzo in Francia, molti paesi hanno celebrato la Giornata Internazionale delle Donne durante tutto il XX° secolo, con interruzioni a cavallo delle guerre.
L’8 Marzo del 1917 ( 23 Febbraio del 1917 secondo l’allora vigente calendario Giuliano, in Russia), dopo la prima guerra mondiale, a San Pietroburgo, le donne comuniste sfilarono in una grande manifestazione di protesta che diede inizio alla rivoluzione Russa di Febbraio. Questo episodio, diede lo spunto per l’istituzione della Giornata Internazionale dell’Operaia, nella Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste tenutasi a Mosca nel 1921. L’anno successivo anche l’Italia celebrò la giornata della donna ma fu solo nel 1946 che comparve per la prima volta la mimosa, che fiorisce nei primi giorni di Marzo, come simbolo della giornata dedicata alla donna. Nei primi anni ’50, durante il periodo del ministero Scelba, le celebrazioni furono fortemente osteggiate e la giornata della donna per più di qualche anno passò in sordina, fino agli anni ’70 quando comparve  il movimento delle femministe che  ne fece il giorno della liberazione dall’oppressione maschile e maschilista.

Fu solo nel 1975  che le Nazioni Unite  designarono  l’ Anno Internazionale delle Donne e riconobbero l‘8 Marzo come la Giornata Dedicata alla Donna.

Molta strada è stata fatta dalle donne e per le donne ma è stato pagato un prezzo: qualcosa della grandezza morale e intellettuale che caratterizzava la donna italiana si è perduto per sempre sulla strada dell’affermazione personale. Molte donne hanno pagato e temo che forse  molte altre ancora pagheranno, per l’affermazione di quelli che molti si ostinano a chiamare diritti, che se fossero tali, non ci sarebbe bisogno di lottare perché vengano riconosciuti e applicati.

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