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La soia (Glycine soja).

Antonietta 03/08/2013

E’ una pianta leguminosa perenne, erbacea, che può raggiungere il metro circa di altezza. In Europa è giunta nel XVII° secolo, proveniente dalla Manciuria,  importata dai Gesuiti. Si coltiva annualmente, utilizzando gli stessi sistemi del fagiolo nano nostrano; si semina in Primavera in terreni fertili, in file e si raccoglie a fine Estate; si staccano i baccelli (o tutta la pianta) e si lasciano seccare al sole. Quando sono secchi, si battono per far uscire i semi, che vanno conservati in sacchi di tela. In alcune zone settentrionali, si lasciano seccare le piante nei campi senza intervenire, successivamente si procede  con  la raccolta meccanica.  La coltivazione alternata della soia, da la possibilità all’agricoltore di arricchire e concimare in modo naturale il terreno, grazie all’elevata percentuale di azoto ceduto dai tubercoli della pianta. Nelle zone del comasco e in tutta la Brianza, tra il XIX° e il XX° secolo, quando la coltivazione del baco da seta era fiorente, si coltivavano le piantine di soia utilizzandole come antiparassitario naturale per la protezione e il benessere dei bachi da seta.
Le radici alleggeriscono e rendono friabile il terreno, anche quello più pesante.
Il fusto è eretto, ramoso, ricoperto da peluria.
Le foglie sono alterne, composte da 3 o 5 foglioline ovali, pelose, colore verde chiaro.
I fiori crescono nelle ascelle delle foglie, sono solitari o raccolti in racemi, solitamente bianchi o lilla.
I frutti sono baccelli piatti, ricoperti da peluria morbida, contenenti 2 o 3 semi con colori che vanno dal giallo, al verde, al rosso, fino al nero, ricchi di proteine e molti altri elementi utili all’uomo.
Varietà:

  • La varietà con seme giallo, la più preziosa e versatile, rappresenta la varietà più diffusa, anche in Italia, per il suo largo impiego nell’alimentazione.
  • La varietà con semi neri  (azuki Taiwan) o rossi  (azuki Hokkaido), la più pregiata che viene coltivata in Giappone.
  • La varietà di soia con seme verde  chiamata mung, coltivata sopratutto per i suoi germogli (moyashi).

Alcuni studiosi e ricercatori ritengono il seme giallo la sola varietà Glicyne soja; le altre varietà vengono  considerate  più simili ai fagioli che alla soia, per le loro caratteristiche anatomiche e morfologiche. Comunque, la varietà più diffusa è la soia a seme giallo, anche a causa della difficoltà e dell’alto costo di coltivazione delle altre varietà.
I semi di soia possono essere consumati solo previa cottura  in acqua, che li rende più digeribili e ne limita la nocività; la durata della cottura è variabile e dipende dalla varietà di soia. Va ricordato che tutti i legumi hanno principi tossici che vengono eliminati o limitati con un accorto ammollo in acqua e una cottura adeguata.

Altre notizie sono disponibili nella sezione Ricette e nella sezione Star bene.

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