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Terreno

Antonietta 09/08/2014

Che cosa è un terreno? Un terreno agrario è quella piccola parte di superficie terrestre in grado di nutrire e far sviluppare la flora. E’ naturalmente ricco di microrganismi, funghi, batteri, alghe microscopiche, insieme a milioni di altri organismi viventi che svolgono attività di demolizione e trasformazioni di elementi, adatti ad essere assorbiti dalle piante coltivate o spontanee.
Il terreno in superficie, humus, è dunque vitale e ricco di microrganismi biologici  che a diverse profondità, in base alla loro specificità e caratteristica, lo rendono ossigenato e fertile. Trattiene il calore e l’acqua ed è ricco di azoto, elemento indispensabile alla vita delle piante. Oltre i 4 – 5 metri di profondità si trovano solo radici profonde  che servono alle piante per ancorarsi al terreno, il quale perde la quasi totalità di forme di vita microrganica.
Ci sono diversi tipi di terreni, più o meno adatti alle coltivazioni:terreno compatto
Sassoso, Sabbioso, Argilloso, Medio impasto.

  • Terreno sassoso.

E’ composto per la maggior parte di ciottoli, ghiaia e particelle di terra superiori a 2 millimetri (scheletro). Ha il pregio di ottimo sgrondo e filtraggio dell’acqua, evitando il ristagno, che risulta estremamente dannoso per le colture; il terreno sassoso è però poco adatto alla germinazione e all’attecchimento delle radici, che non trovano ancoraggio sufficiente, quindi è poco adatto alle coltivazioni orticole.

  • Terreno sabbioso.

E’ composto per la maggior parte di sabbia che può essere fine o grossa; al pari del terreno sassoso, non trattiene l’acqua e non tiene la forma che vogliamo (solco, parcella, aiuola,…). E’ però facile da lavorare e ricco di ossigeno e, se concimato regolarmente, può essere coltivato con molta soddisfazione.

  • Terreno argilloso.

E’ un terreno che, essendo composto da particelle piccolissime, ha un altissimo grado di coesione, che impedisce il passaggio di acqua e ossigeno; è quindi facilmente soggetto a ristagni di acqua, dannosi alla coltivazione e male arieggiato, causa di asfissia radicale. E’ comunque un terreno che tiene la forma voluta, anche se difficile da lavorare.

  • Terreno medio impasto.

E’ considerato il terreno ideale, quello dove il terreno argilloso, sabbioso e sassoso sono presenti in eguali proporzioni, tali da assicurare tutte le loro caratteristiche positive: facilità di lavorazione, sgrondo di acqua nella giusta quantità, mantenimento della forma data, scioltezza, …terreno poroso

Migliorare il terreno.
Nel caso fosse necessario, ci sono delle azioni funzionali al miglioramento del terreno. Prima bisogna riconoscere con quale tipo di terreno abbiamo a che fare, se si tratta cioè di terreno compatto o terreno troppo sciolto.

Terreno compatto.

  • Come riconoscerlo.

Fate qualche passo sul terreno; la suola dello stivale o delle scarpe, lascerà una impronta nitida.
Stringete nella mano un pugno di terra; aprendo la mano, la terra resta compatta, assumendo il segno delle dita.
Riempite con 3 parti d’acqua fredda, un vaso di vetro più alto che largo; lasciate cadere una parte di terra nell’acqua, agitate bene e mettete su un piano. Le particelle grossolane si depositeranno per prime, poi particelle sabbiose medie, poi le più fini, per ultimo si depositeranno le particelle di terra. Quelle argillose resteranno in sospensione per un po, prima di ricadere. Potrete così ricavare una stima (approssimativa) della quantità di argilla presente nel terreno, dalla densità più o meno marcata dell’acqua e dal tempo più o meno lungo di sospensione, prima di ricadere sul fondo.

  • Come intervenire.

Per il terreno argilloso e compatto, si può intervenire in molti modi, di seguito ne sono descritti alcuni.
Sostanza organica, terriccio, compost: aggiungendo sostanze organiche al terreno, si favorisce la permeabilità all’acqua.
Sabbia: distribuendo quantità adeguate di sabbia grossolana, si permette al terreno di avere una composizione più equilibrata.
Marna: questa terra particolarmente ricca di calcio, permette al terreno assumere una porosità ottimale.
Lavorazione frequente: il metodo migliore, per bonificare un terreno, è lavorarlo e rivoltarlo con regolarità, lasciando che gli agenti atmosferici esplichino la loro azione disgregante.

Terreno troppo sciolto.

  • Come riconoscerlo.

Versate acqua sul terreno, l’eccessiva permeabilità non permette di trattenerne in quantità bastante alla crescita delle piante.
Fate qualche passo: l’impronta dello stivale lasciata non è nitida.
Preparate una parcella: i margini non restano al loro posto e tendono a sbriciolarsi.

  • Come intervenire.

Anche per il terreno troppo sciolto, si può intervenire per migliorarne le prestazioni.
Apporto di sostanze organiche: è sempre l’azione più adatta per migliorare la qualità del terreno; ne attenua l’eccessiva permeabilità, equilibrandone la composizione.
Apporto di argilla: difficile e costoso da praticare su larga scala, accessibile se praticato su piccole superfici; magari per adeguare una parcella dell’orto, alle coltivazione bisognose di terreno poco sabbioso.terreno sciolto

Terreno Acido, Terreno Alcalino.
Al terreno è stata data una scala di valori che va da 0 a 14, per misurare la sua reazione chimica, più semplicemente, il suo pH. Il terreno, infatti, in base agli ioni H ed OH presenti, può essere acido o alcalino. A metà strada, il terreno ha reazione chimica neutra, situazione di equilibrio perfetto, per avere un terreno adatto alla coltivazione di tutte le specie orticole.

Terreno acido.

  • Come riconoscerlo.

Ci sono in commercio reagenti che, versati su un piccolo pugno di terra, possono dirci se esso è acido o alcalino, confrontando il colore risultante, con una scala cromatica dei valori. Da 0 a 6,9 indicano un terreno acido, da 7,1 a 14 rappresentano un terreno alcalino.

  • Come intervenire.

Il terreno molto acido può essere adeguato per l’aiuola del giardino, dove far crescere le Acidofile come Rododendro, Pieris, Erica ma per le piante da orto, il terreno va modificato. Si può intervenire in modo naturale con la somministrazione di cenere di legna oppure calce viva, lasciata “decantare” per 6 o 7 mesi, poi interrata con una vangatura accurata. Si possono utilizzare anche polvere di roccia calcarea, basalto, dolomite,…

Terreno alcalino.

  • Come riconoscerlo.

Il terreno alcalino o basico, è caratterizzato da elevato contenuto calcareo; le piante ingialliscono perché non riescono ad assorbire il ferro (clorosi).

  • Come intervenire.

Si può modificare l’alcalinità del suolo, spargendo abbondante letame fertilizzante, torba acida, gesso o sostanze minerali in grado di apportare benefici al terreno e modificarne la composizione.terreno sabbiosoAltri articoli sono disponibili nella sezione Orto e Giardino.

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