Casa facile felice

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Halloween, Cicci Muort, Tempus Tremendum ….

Antonietta 30/10/2020

Adesso si conosce come Halloween ma in altri tempi in alcune zone molto legate alle tradizioni si chiamava Tempus Tremendum, si preferiva non nominare la prima notte di Novembre e ci si  preparava a scongiurare in vari modi eventuali visite di streghe o anime malevoli desiderose di fare del male a quanti abitavano le case. Nel sud Italia la credenza più diffusa era ed è ancora che i defunti durante questa notte ritornano a visitare i congiunti nelle abitazioni dove risiedevano da vivi, diventando una sorta di presenza silenziosa e benevola che veglia sui parenti ancora in vita, una presenza per certi versi molto simile a quella dei Penati o dei Lari, le entità protettrici del focolare domestico tanto care agli antichi romani.

Nella notte del 1 Novembre in alcune zone della Campania era usanza sistemare sul tavolo della cucina un bicchiere di vino, uno d’acqua, un pezzo di pane ed un pezzo di baccalà e qualche volta il pane dei morti o ancora i taralli dei morti molto diffusi nel casertano, quale dono di ringraziamento ai defunti per il viaggio intrapreso.

In tempi moderni i bambini vestiti con costumi che simboleggiano la morte in tutte le sue sfumature paurose vanno di casa in casa al grido di dolcetto o scherzetto (trick or treat in inglese) chiedendo dolci e caramelle per placare le ire che potrebbero procurare scherzetti spiacevoli o malevoli, in tempi non troppo lontani e forse ancora oggi i bambini della Campania facevano la stessa cosa al grido  Cicc Muort dove i cicci sono i chicchi di grano che venivano fatti bollire in una zuppa e poi ripassati nel miele e nello zucchero creando un dolce povero ma gustoso.

 I dolci dei morti simboleggiano i doni che i defunti portano dal cielo e contemporaneamente l’offerta di ristoro dei vivi per il viaggio da loro affrontato. Un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte.

In altre zone del Sud Italia era consuetudine lasciare le tavole imbandite per dare ristoro ai defunti che andavano in visita nelle case. Probabilmente da questa è derivata la credenza scaramantica di non lasciare la tavola imbandita durante la notte nel resto dell’anno. In tutta la Campania, specialmente a Napoli, si preparava ò murticiello, il torrone dei morti morbido, con la forma di una cassa da morto ricoperta di cioccolato e ripiena di nocciole che rappresentano le ossa dei defunti. La tradizione vuole che questo torrone venga portato in dono a casa delle proprie fidanzate, per esorcizzare la tristezza di questi giorni e come augurio di vita lunga e felice.

Io conservo ancora qualche ricordo di mia madre che frettolosamente e all’ultimo momento metteva una  scopa di saggina dietro la porta e guai a chi la spostava! Poi col tempo ho saputo che il significato era da collegare alle streghe che volano sulla scopa o molto più semplicemente alle anime malvagie intenzionate ad entrare per portare sfortuna e malattie agli abitanti della casa ma vedendo già una scopa appoggiata alla porta erano indotte a credere che qualcuna di loro fosse già dentro e così passavano oltre. Per il cibo da dare alle anime dei defunti della casa ricordo come un sogno un piatto con dolcetti sulla finestra con la raccomandazione di non toccare altrimenti cose terribili sarebbero accadute. Erano tempi nei quali si temeva e rispettava la morte ma non se ne aveva paura perché si era preparati alla dipartita di parenti che vivevano nelle vicinanze se non nella stessa casa.

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