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Candelora e Femminielli tra storia e leggenda.

Antonietta 02/02/2013

E’ la festa della presentazione di Gesù al Tempio, infatti secondo la Legge Giudaica, i primogeniti maschi dovevano essere portati al Tempio. Quando Simeone vide Gesù, lo chiamò “luce per illuminare le genti” ed è a questo episodio che si ispira la celebrazione della Candelora, durante la quale si benedicono le candele che solitamente si tengono in casa.
In questo giorno viene celebrata anche la Purificazione di Maria  Madre di Gesù infatti, secondo l’usanza Giudaica, le donne erano considerate impure,  dopo avere dato alla luce un figlio, per quaranta giorni.
Anticamente si festeggiava il 14 Febbraio, 40 giorni dopo l’Epifania.
Questo rito millenario ha molto in comune con il “Lucernare”,  di cui parla Egeria (la scrittrice romana, pellegrina nei luoghi santi, autrice de “Itinerarium”) ed i riti “Lupercali” 474 d.C. circa, durante i quale si accendevano tante luci, fiaccole e candele. Diverso il significato delle  celebrazioni: purificazione nel caso della festività Giudaica ed espiazione nelle festività romane.

Ad Avellino esiste il Santuario dedicato alla Madonna di Montevergine situato sul monte Patierno detta Mamma Schiavona perchè secondo la tradizione, le Madonne sorelle erano 6 bianche ed una nera, la Madonna di Montevergine, che per il colore della sua pelle era considerata la più “brutta” delle “7 sorelle” . Da qui l’appellativo “Schiavona”, cioè straniera. Così la Madonna, offesa, si rifugiò sul monte Paternio, giustificando la sua “fuga” così:

“…si jo song brutta allora loro hanna venì fino è cà ‘n gopp a truvà! (se io sono brutta, allora loro dovranno venire fino a quassù per farmi visita!)”.

La storia poi si ribalta, la Mamma Schiavona diventa la più bella delle sorelle, tanto da essere festeggiata due volte, a febbraio e a settembre. E’ lei ad aprire e chiudere le feste delle sette Madonne con due eventi, il primo che si è svolto lo scorso 2 febbraio, e il secondo di chiusura il  12 settembre.
La leggenda vuole che nell’anno 1256  due giovani omosessuali furono scoperti a baciarsi e ad amarsi. Uno scandalo per l’intera comunità dell’epoca che reagì denudando e cacciando dal paese i due innamorati che furono legati ad un albero sul Monte Partenio, in modo che morissero di fame o fossero sbranati dai lupi. La Madonna, commossa dalla loro vicenda e dal loro amore, li liberò dalle catene e permise alla giovane coppia di vivere apertamente il loro sentimento di fronte ad un’intera comunità che non poté far altro che accettare quello che fu considerato un Miracolo. Da allora la Madonna  è celebrata per il suo manto protettivo sui deboli, sui poveri e sugli emarginati. I più affezionati a questo rito arcaico e antichissimo considerano Mamma Schiavona  la madre dal cuore grandissimo che perdona tutto a chi con devozione scala la montagna fino a raggiungere il suo santuario. Anche se per verità di cronaca l’Abbazia di Montevergine deve la sua origine allo spirito ascetico mariano di San Guglielmo e dei suoi discepoli che vollero costruire a Montevergine un faro di devozione alla Madonna, consacrandole su quel monte una chiesa e dedicandole la primitiva comunità religiosa. “

Ecco alcuni dei tanti detti che riguardano il tempo e i segni propiziatori che hanno come protagonista questa festa:

  • Per la Santa Candelora, se nevica o se plora, dell’Inverno siamo fora.
  • Se nevica per la Candelora, sette volte la neve svola.
  • Se piove per la Candelora, si rinnovano 40 giorni d’Inverno.
  • Dalla Candelora, ogni uccello fa la cova.

Codesto seguente è un detto molto esplicativo di come il popolo meridionale si affidi alla tradizione per gli auspici sul tempo:

A Cannelora Vierno è fora! Risponne San Biase: Vierno mo’ trase!
Dice a vecchia dint’ a tana: … nce vo’ nata quarantana!
Cant’o monaco dint’o refettorio: tann’è estate, quann’è Sant’Antonio!

Alla Candelora l’Inverno è fuori! Risponde San Biagio: l’Inverno arriva adesso!
Dice la vecchia nella sua tana: ci vuole un’altra quarantina!
Canta il monaco dentro il refettorio: allora è Estate, quando è Sant’Antonio!

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